
Chi è Annarita Borrelli?
Annarita Borrelli non ha scelto la poesia; è nata in un incendio.
C'è un'indecenza intrinseca in quello che la vita le ha tolto, ma c'è un'indecenza altrettanto radicale in quello che le è stato dato: la parola caustica, originaria. "Una spina pungente che ti fa tremare la carne anche solo strisciando."
Questo racconta di lei come la parola non sia un semplice dono, quanto piuttosto una condanna biologica, una scocciatura innata con cui nessuno avrebbe mai voluto né vorrebbe avere mai a che fare. È questo doppio urto che l'ha spinta sin da subito ad ardere, rifiutando la consolazione dei percorsi lineari.
Il suo è un modello dell'essere visceralmente sciamanico, dove la parola non serve a descrivere il mondo, ma a evocarne le fratture più profonde. È una mente divergente che attraversa le nebbie tra la vetta e la valle, senza paura di abitare il contrasto tra il rigore della struttura e il caos della materia.
L'azione e la decostruzione
Questo cammino non è un'ipotesi, ma un'azione concreta che ha lasciato tracce profonde: dalla fondazione di associazioni culturali d'avanguardia alla cura di cataloghi e testi critici, il senso è sempre stato quello di scardinare i canali per inventare nuovi strumenti d'espressione.
C’è stato un tempo in cui la sua poesia accadeva in diretta, corpo a corpo con l'osservatore: versi istantanei scritti negli occhi delle persone, per poi sottrarre quel foglio e bruciarlo davanti ai loro sguardi, tra candele e cenere. Perché la parola deve farsi polvere affinché rimanga solo il significato, puro e libero dal peso del significante.
Il posizionamento e le opere
Oggi quella stessa urgenza prosegue spogliata di metafore di circostanza. Scava nell'assurdità cruda dell'esistenza e nell'oscurità quotidiana, misurando il peso reale della vita e della morte, come in “Assurdinario”, la sua ultima raccolta poetica.
Allo stesso tempo, la struttura governa la materia: nel quotidiano affronta la complessità dell'analisi e dello sviluppo umano con una capacità geometrica di organizzare le forze senza spegnerne la natura profonda.
Che sia la vertigine dei fondali marini durante un'immersione o l'ennesima psicopatologia dell'ordinario quotidiano, Annarita Borrelli non analizza semplicemente la realtà: ne cerca il codice nascosto.
Lei stessa rappresenta un nuovo linguaggio, un invito — spietato, apneico, disarmante — ad andare ben oltre la superficie.

Radice del Rigore | Metodo, Approccio e Fatti
Radice dell'Assurdinario | Metrica, Trauma e Avanguardia
Radice di Fuoco | Origine e Parola
Radice della Sintesi | Arte, Critica e Sottrazione
Radice degli Abissi | Silenzio, Immersione e Suono