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Le Radici dell'Assurdinario, Metrica, Trauma, Avanguardia
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Questo percorso visivo non è un semplice esercizio estetico, ma una narrazione archetipica e cyber-filosofica incentrata sulla decostruzione dell'identità corazzata. La sequenza visiva scompone il passaggio da una protezione rigida e formale (la corazza da samurai, simbolo di difesa sociale, struttura e sovrastruttura difensiva) all'essenza nuda, cruda e cibernetica dell'essere.
Le Corazze / Dal buio alla luce morale: L'individuo è celato dietro la corazza formale, pesante e tradizionale. È lo scudo protettivo eretto per difendersi dal rumore del mondo, dalle costrizioni e dalle logiche aziendali.
Lo Svelamento: La corazza cede parzialmente. Il volto emerge nella sua nuda e fiera identità, disvelando la vulnerabilità e la consapevolezza che si celano dietro la forza.
Memorie, Codice, Cyborg: L'attraversamento della modernità, della poesia d'avanguardia e dei flussi digitali.
L'innesto del codice e dell'intelligenza artificiale non come snaturamento, ma come espansione del meta pensiero: un territorio in cui la mente si fa architettura astratta.
Visione Underground: Il ritorno all'essenza viva e pulsante. Il percorso non termina nella fredda macchina, ma attraversa il cyberpunk per planare nella sua vera natura: l'anima underground, ribelle e lucida della suora laica punk.
Smettetela di cercare un senso dove c'è solo logorrea istituzionale.
L'Assurdinario non è una raccolta di poesie da comodino da regalare alla zia benpensante.
È un cortocircuito neurale.
È metrica che morde, trauma distillato in versi, avanguardia pura che spazza via i castelli di sabbia della letteratura rassicurante.
Siamo partiti dalle armature millenarie della difesa sociale — quelle che vi cucite addosso per sopravvivere al tran-tran quotidiano — per smembrarle pezzo per pezzo, fino all'osso cibernetico, fino alla nudità radicale dell'intelligenza che non chiede permesso.
Se cercate la poesia che vi culla, avete sbagliato indirizzo.
Qui si demolisce per ricostruire.
Entrate nel tunnel, varcate il portale, o restate pure fuori a recitare le vostre preghiere borghesi.
«Se ti fosse mai capitato di pensare che gli altri fossero migliori di te…»
Dimenticate i manualetti motivazionali, la fuffa da gestione dell'ansia e i corsi di crescita personale a buon mercato. OH NO! Trattato di Autodifesa Scatologica ed Egoistica (Volume Terzo: Edizione Sterilizzata) è una radiografia clinica e caustica delle ipocrisie relazionali contemporanee, concepita a immagine e somiglianza del dio bifronte Giano.
Un’opera satirica monumentale articolata in due movimenti necessari e complementari:
FASE 1: LA SCATOLOGICA (La Pars Destruens) Il tavolo anatomico, la dissezione chirurgica del fango quotidiano. Una nosologia relazionale implacabile che mappa parassiti affettivi, vampiri energetici, sblocchi tattici di seconda serata, la Memolite Fregnology e il bestiario a due facce delle Mémoli (che pretendono e presentano il conto) e dei Cascanti (che pagano, cedono e ringraziano). Cinquantadue cartelle cliniche complete di inquadramento eziopatogenetico, casistica operativa e diagnostica differenziale.
FASE 2: L'EGOISTICA (La Pars Construens) La roccaforte, il sigillo, l'arte regale del perimetro e della sovranità dell’Io. Dopo aver dissezionato la melma, non si resta a marcire: si tirano su i ponti levatoi, si estingue il senso di colpa e si impara la scienza del confine inviolabile. Il teorema dell'attrito zero, la ghigliottina preventiva e l'Egoistica dei novanta gradi per congedare il ciarpame e preservare lo spazio sacro solo per i complici scelti.
Un falso trattato accademico di patologia umana che taglia in entrambe le direzioni e non concede sconti a nessuno. Perché un bisturi che recide in un solo verso non è un bisturi: è un coltello da rissa.


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