In principio era il Logos, poi mi è caduto il caffè sul tappeto
Sono qui, comoda su un tappeto, ad aspettare che l'odore del caffè faccia il suo dovere, mentre fuori scorre la quiete di una domenica qualunque. Ho una vita strana, fatta di libri, di scrittura e di un'indagine letteraria e carnale che non fa sconti a nessuno. E stamattina mi andava di dire messa. (Inizia la messa.)
Lo so: oggi il calendario liturgico prevede Matteo e i vignaioli omicidi. Gente che ammazza i servi, poi il figlio, e alla fine perde la vigna. Bellissimo, ma io me ne infischio del lezionario e torno, di mia spontanea volontà, dove torno sempre: al prologo di Giovanni. "In principio era il Logos". La parola originaria. Quella che non descrive il mondo, ma lo genera.
E quando torno lì, finisco sempre tra le pagine di padre Giovanni Semeria. Una prosa lucidissima, di quelle che ti fanno alzare gli occhi dal libro. Lo confesso: mi è scappato davvero un bacio, stampato sulla pagina.
Poi, siccome la mia curiosità si nutre di territori di estrema nicchia, sono andata a impantanarmi nel Libro dell'Arcangelo Raziel (Sefer Raziel HaMalakh). Un testo della tradizione cabalistica, fuori da ogni canone, che inizia prendendoti per mano e poi precipita. Lì la creazione non è un gesto gentile. È abisso, fondamenta, pressione. È la geologia della materia sbattuta in faccia: la terra trema perché la roccia regge il peso della rivelazione.
Ed è lo stesso attrito di cui parlo ne La globalizzazione vetrificata. L'attrito della carne. L'attrito del corpo contro un mondo interamente mistificato, sterilizzato e addomesticato. Giovanni, Semeria, Raziel: non sono etichette da appuntarsi al petto. Sono tre modi di dire la stessa cosa, e cioè che la parola vera pesa, e che sotto quel peso qualcosa deve cedere. È da quell'attrito che sta nascendo il mio prossimo cantiere, il Trattato di autodifesa scatologica ed egoistica.
Non ho un mondo da Mulino Bianco a cui badare. Davanti a me ho un tappeto, un caffè che si raffredda e la magnifica solitudine di chi scrive e si interroga sugli abissi. C'è chi la chiama mancanza, io la chiamo messa.
Volevamo il Logos ordinatore, la cattedra immacolata, la simmetria geometrica dei sistemi perfetti. Poi la realtà ha deciso di intervenire con la grazia scomposta di un lunedì anticipato di ventiquattro ore. E a quel punto, con l'armatura addosso o senza, l'unica risposta sensata non è la predica: è un sorseggiare lento, uno sguardo dritto in camera e la magnifica, implacabile consapevolezza che il tappeto, ormai, è andato. Buona domenica a tutti.
"Forse, a volte, le parole bastano a scompaginare il pavimento. Se mai dovesse accadere, un fatto improvviso, ecco... la scossa si sentirebbe proprio lì, in quell'attrito secco e irriducibile che scava tra Logos e planimetria di un caffè rovesciato."
Annarita Borrelli
Riferimenti per chi non si accontenta del disastro
Per chi non si accontenta del tremore e vuole scendere nella faglia.
Le Origini e il Verbo
Il Vangelo che oggi ho saltato: Matteo 21,33–43, i vignaioli omicidi.
Quello a cui sono tornata: Giovanni 1,1–18, il Prologo. In La Bibbia di Gerusalemme (EDB, 2009) o nella Bibbia CEI (2008).
Per chi vuole il greco: Novum Testamentum Graece (Nestle-Aland), 28ª edizione, Deutsche Bibelgesellschaft, 2012.
Raymond E. Brown, The Gospel According to John I–XII, Anchor Bible 29, Doubleday, 1966.
La prosa tagliente
Padre Giovanni Semeria (1867–1931)
Venticinque anni di storia del cristianesimo nascente, Roma, Pustet, 1900.
Dogma, gerarchia e culto nella Chiesa primitiva, Roma, Pustet, 1902.
Scienza e fede e il loro preteso conflitto, Roma, Pustet, 1903.
Lettere pellegrine, 1919.
Memorie di guerra, 1924.
I miei tempi, 1929.
Saggi… clandestini, a cura di Virginio Colciago, Alba, Edizioni Domenicane, 1967.
Su di lui: Giovanni Mesolella, P. Giovanni Semeria tra scienza e fede, Edizioni Dehoniane, 1988; Roberto Italo Zanini, Padre Semeria. Destinazione carità, San Paolo, 2008.
In rete: Studi Semeriani, biblioteca virtuale con saggi editi e inediti.
La geologia dell'abisso
Sefer Raziel HaMalakh (Il Libro dell'Arcangelo Raziel)
Grimorio di Cabala pratica, in ebraico e aramaico. La tradizione lo vuole rivelato ad Adamo dall'arcangelo Raziel.
Gli storici lo collocano nel XIII secolo, tra i Chassidei Ashkenaz, i pietisti ebrei tedeschi. Il compilatore più probabile è Eleazar di Worms.
Attinge a fonti più antiche, come il Sefer ha-Razim e il Sefer Yetzirah.
Dentro: Cosmogonia mistica, angelologia, astrologia, ghematria, nomi divini, amuleti.
Prima edizione a stampa: Amsterdam, 1701.
In inglese: Steve Savedow, Sepher Rezial Hemelach: The Book of the Angel Rezial, Weiser, 2000.
In rete: Sefer Raziel HaMalakh su Wikipedia, Center for Jewish Art (Hebrew University of Jerusalem).



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